29 marzo 2015

Sul perchè Revival è un grande romanzo

A scanso di equivoci, questa non vuole essere una 'recensione', no. In queste righe vorrei sottolineare gli aspetti che rendono l'ultimo romanzo di Stephen King un'opera con un valore intrinseco enorme, posizionandosi di diritto nel novero dei lavori meglio riusciti al Nostro.

Dopo le ultime prove meno degne di nota (Doctor Sleep e Mr. Mercedes) lo Zio ha sfornato Revival, una summa di tutto ciò che lo scrittore del Maine ci ha tramandato in tutta la sua carriera. Un'opera che risente inevitabilmente dell'età avanzata, nostalgica e malinconica. Un testo che è un affresco di un'esistenza intera, dagli anni '60 fino ai giorni nostri, in piccola parte anche autobiografico.

Vi aspettate il tanto acclamato King horror? Con sangue a fiumi, morti ammazzati, ritmo serrato e via discorrendo? Aiuto, vi sento già: "Ma è lento", "Non decolla", "Che noia".
Qui c'è molto di più, ragazzi, non cominciate con la storia dell'horror, la suspense e balle varie. Qui ci sono pagine di grande letteratura, a partire dall'incipit, che da solo vale... non so quantificarlo. Una vita intera, forse? Esagero? No, non esagero, non è da me.

King ci parla delle nostre esistenze e di come queste si fondano e interagiscano tra loro, di come ognuno di noi abbia una parte precisa nel film della nostra vita. C'è chi fa la comparsa, come la donna che si trucca in macchina ferma al semaforo accanto a noi, e chi invece veste il ruolo di co-protagonista e, a volte, diventa il nostro "agente del cambiamento". Proprio come il reverendo Charles Jacobs lo è per Jamie Morton.

Jamie e tutta la comunità di Harlow sono affascinati dalla personalità del nuovo prete del paese; presto, però, qualcosa cambierà, e Jacobs rinnegherà la sua fede in Dio per abbracciare un'altra fede: quella nell'elettricità. Un'ossessione che lo accompagnerà per tutta la vita, dietro alla quale si nasconde la folle ricerca della potenza che muove il mondo, di ciò che si trova nell'aldilà.

Il Re affronta qui come non mai la questione della Fede, della casualità degli eventi tragici, del destino che colpisce tutti indistintamente. Dunque, Dio non esiste? E se esiste, perchè permette che accadano cose orribili a tanti innocenti?

Quando un autore ci parla dell'universalità e guarda l'umanità da un punto di vista non solo individuale, si eleva su un piano superiore, e qui King lo fa alla grande, con pagine che sono poesia pura. Credo sia disonesto non riconoscerlo. Non c'entrano qui i discorsi sui "gusti personali", che in quanto tali sono insindacabili.

Da Revival trasudano poi moltissimi riferimenti culturali (letteratura classica/gotica su tutto). Ma questi sono discorsi più accademici che lascio a chi ha più strumenti di me per parlarne.

Volete sapere cosa ci attende dopo la morte? Revival ve lo mostrerà.

Un saluto, e leggete più che potete.

10 commenti:

  1. Credo che tra tutti sia il libro che più mi sta dando del filo da torcere nel darne un giudizio.
    Il finale e tutte le sue implicazioni mi stanno in effetti molto turbando. Quello che rivela sull'aldilà spazza via in un colpo tutto quello che è radicato nella nostra tradizione.
    Di sicuro non un libro lento o noioso, anche perchè io non ho mai cercato l'azione leggendo King, anche se per un po' ho faticato ad affezionarmi al protagonista Jamie.
    Ripeto, mi ha destabilizzato al punto che tuttora, dopo giorni dalla fine della lettura, non riesco ad inquadrarlo.
    Sofia (Pinco Pallo)

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  2. un libro che ho amato da subito, sarà che non cerco per forza l'orrore in ciò che leggo, ma quel quid che mi faccia entrare nella storia ( e che non siano romanticherie trite e ritrite please ) e che mi faccia amare o odiare i protagonisti, ma che ad ogni modo mi faccia provare per loro un sentimento, sarà anche che io non sono una di quelle che fa distinzione come molti invece fanno, sul vecchio e nuovo King.... per me di ZIO ce n'è solo uno, ed ovviamente non tutti i suoi libri ci possono piacere nella stessa identica maniera , che siano datati prima del 1999 o dopo.... Per tornare a revival ho amato questo accompagnare Gemie nella crescita con le varie apparizioni del vero protagonista della storia... perché tutti siamo in attesa di ogni loro incontro, e King sa giocare benissimo con la suspance, e lo ha dimostrato alla grande con questo libro lasciandoci con il fiato sospeso fino alla fine !!!! un grande come sempre (y)

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  3. Aspetto ancora un po' per parlarne in maniera più fredda e distaccata, ma a me questo libro ha comunque dato tanto.
    Allo stesso tempo comprendo i motivi per cui ad altri non è piaciuto, ma già nel gruppo se ne sta parlando abbastanza.

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  4. hai letto anche la mia di recensione (credo) e sai cosa ne penso, anche se sicuramente sono d'accordo con te. King (non ci stancheremo mai di dirlo) non è uno scrittore horror, è uno scrittore e pertanto può scrivere di tutto (e lo fa)...la cosa che è mancata al libro, ripeto, è l'approfondimento psicologico dei personaggi, che davvero, manca del tutto. e invece, di solito, è tra le cose migliori dello zio. è un peccato, perché invece questo libro ha uno dei finali kinghiani più belli che mai. forse il migliore di tutti (di sicuro nella top 5) ^_^
    Anarchic Rain

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    1. Credo invece che ci sia molto approfondimento (solo Jacobs è meno tratteggiato), ma di Jamie vediamo tutta la sua esistenza, dall'infanzia fino alla vecchiaia. Si scava molto nella sua interiorità, nella sua malinconia e nostalgia. Raramente lo Zio ha tracciato un arco di vita così ampio di un personaggio...

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  5. Il romanzo non mi ha soddisfatto sino in fondo, pur essendo degno di nota per molte delle sue caratteristiche. La parte di ricordi nostalgici ricostruiti da Jamie è molto bella, ma il resto mi ha convinto un po' meno.

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  6. Difficile perda un romanzo di King caro amico , ma questo non l'ho ancora letto e come ho detto a Pirkaf conto di farlo sicuramente , quando il nostro Stephen parla di infanzia è imbattibile, ricordiamo " Stand by me" da cui è tratta la bellissima pellicola, ma anche i quattro racconti di cui il libro è composto..
    E con queste premesse era impossibile non mi iscrivessi.
    Felice se vorrai ricambiarmi..
    Un abbraccio e grazie!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Sono felice che non ti perda nulla del Re ;-)
      Ho ricambiato. Grazie, Nella.

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  7. Mi permetto di suggerire due letture e un ciclo di racconti da leggere prima di farsi prendere per mano da Jamie e Charles: La prima; un classico: Frankenstein di Mary Shelley. La seconda: il racconto Jerusalem's Lot (A volte ritornano) del Nostro. Per finire: tutti i racconti del cosiddetto "Ciclo di Chtulhu" di HP Lovecraft. I motivi per cui dovete leggerli non ve li spiego. Poi, eventualmente, mi ringrazierete :D

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    1. Tutte ottime letture, King deve molto di questo romanzo (vedasi dedica) agli autori che hai citato ;-)

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